mercoledì 2 aprile 2025

pc 2 aprile - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Fabbriche: i lati oscuri e antioperai dell’ex-Ilva agli azeri

 

pc 2 aprile - Per ANAN mobilitazione internazionale

Liberté pour Anan Yaeesh, militant palestinien détenu depuis plus d’un an en Italie!

 

Signez cet appel à actions !

Le 1er avril, la veille du procès d’Anan et de ses camarades, exprimons notre solidarité et exigeons sa libération!

Militant et réfugié palestinien originaire de Tulkarem en Cisjordanie, Anan Yaeesh est détenu depuis plus d’un an en Italie. 

Fin janvier 2024, il a été arrêté par la police italienne et incarcéré dans la prison de haute sécurité de Terni. L’occupant sioniste a émis une demande d’extradition à l’Italie mais celle-ci a été rejetée le 12 mars 2024 par la Cour d’appel de L’Aquila qui estimait qu’il risquait d’être soumis à des traitements inhumains et à la torture. Il est toutefois maintenu en détention et accusé par l’Etat italien d’« association de malfaiteurs à des fins terroristes internationales » - des allégations rapportées par l'occupant sioniste. Le procès contre Anan Yaeesh et ses deux colocataires - Ali Irar et Mansour Doghmosh, réfugiés palestiniens, qui ont été arrêtés et détenus 6 mois avec lui - s’ouvrira le 2 avril 2025 au tribunal de L’Aquila. 

Comme Anan ou encore Mahmoud Khalil, un étudiant palestinien de l’Université de Columbia à New

pc 2 aprile - Riarmo europeo: profitti per i padroni delle industrie - guerra, miseria e lutti per le popolazioni

L'aumento dei pochi posti di lavoro nelle industrie degli armamenti si accompagna sempre a licenziamenti nelle altre fabbriche, ad un economia di guerra, a carovita, taglio dei fondi per servizi sociali, sanità, scuola, attacco ai diritti democratici per i proletari e le larghe masse. 

E siccome le armi devono servire a fare le guerre, i profitti delle industrie belliche, la cosiddetta "crescita, benefici" si poggiano sulle morti e distruzioni.

E' mai questo che possiamo volere? 

Dall'intervista al CdS

Gli investimenti previsti dal piano Readiness 2030 non si limitano alla difesa, ma si estendono a tutta l'economia europea, spiega la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in un’intervista.

Ursula von der Leyen, ha sottolineato che questo piano non solo rafforzerà la sicurezza dell'Europa, ma sarà anche un motore di crescita per settori chiave come quello della difesa, con benefici diretti per l'industria italiana, quindi per Leonardo, Fincantieri e Avio

Le industrie italiane della difesa al centro

L'Italia, con il suo settore manifatturiero avanzato e una solida tradizione nell'industria della difesa, sarà

pc 2 aprile - Portuali di Genova: un documentario

a cura della bottega del barbieri

Il documentario:
Portuali
Regia di Perla Sardella
Durata 1h 21 min
Anno 2024
Guarda il trailer.
Visione on demand: Distribuzioni dal basso.

Recensione di Ossydiana Speri (*)

“La chiamata”: così, con enfasi quasi biblica, era ribattezzata la convocazione degli aspiranti camalli che ogni mattina affollavano il porto di Genova. Una massa sgomitante a cui, caso più unico che raro, veniva comunque corrisposto un obolo qualora non avessero ottenuto il lavoro. Lavoro che non era certo un bagno di salute (basti pensare alle vittime da bollettino di guerra mietute dalla silicosi), ma che quantomeno vedeva in campo un sindacato battagliero e un padronato meno spietato che altrove. Quest’ultimo lato della barricata ha da tempo cambiato faccia: “Il porto è una macchina inesorabile, una miniera infernale. È l’immagine stessa del capitalismo globale nel ventunesimo secolo”, apprendiamo dal libro-inchiesta “Le frontiere del mondo” di Andrea Bottalico, dedicato all’oscuro universo geometrico dei container. Ancora intatta è invece la pelle dura dei nuovi lavoratori del porto, mirabilmente ritratti nel primo lungometraggio della marchigiana Perla Sardella, autrice anche della fotografia e del montaggio.

Ad aprirlo e chiuderlo, sulle note strozzate del sax di Alabaster DePlume, sono materiali d’archivio che documentano quel mondo di fatica e orgoglio. Tirare in ballo la pellicola qui non è certo un vezzo hipsteroide, semmai la prova del filo diretto tra le lotte di ieri e di oggi. Ulteriore nota di merito, il

pc 2 aprile - Sempre peggio nelle fabbriche - serve la lotta vera e lo sciopero generale

Stellantis, Pratola Serra / ArcelorMittal san mango

Stellantis, a Pratola Serra nuova ondata di uscite volontarie. La Regione prova a salvare Arcelor
Tentativi di salvataggio e uscite a senso unico. Le trattative nei vari stabilimenti produttivi disseminati in Irpinia seguono queste due direttrici. La grande malata sotto i riflettori del momento è l’ArcelorMittal di San Mango sul Calore-Luogosano. Il pesante diniego a qualsiasi richiesta avanzata dalle sigle sindacali, supportate trasversalmente da tutto il mondo sociale e politico, è stato accolto con una certa sorpresa e una profonda amarezza. Voci di corridoio non lasciavano trasparire ottimismo, né prima né tantomeno durante gli incontri con i vertici societari, ma il muro eretto dal gruppo lussemburghese ha spiazzato anche i più pessimisti.

pc 2 aprile - Torino per la Palestina. Un corteo e foto di Meloni e Von der Leyen bruciate - info solidale

Dopo la pacifica preghiera per l'Eid al-Fitr al Parco Dora con 30mila fedeli e il sindaco Lo Russo, alcune centinaia di persone, tra cui alcuni antagonisti, hanno sfilato con fumogeni e bandiere palestinesi

Un corteo con bandiere palestinesi e foto di Meloni e Von der Leyen bruciate dopo la preghiera pacifica di trentamila persone. Così la chiusura del Ramadan ieri a Torino. Decine di migliaia di fedeli hanno partecipato la  mattina al Parco Dora all’«Eid al-Fitr», la preghiera per la fine del Ramadan. Presente alla cerimonia, il sindaco Stefano Lo Russo che ha ricordato che «Torino è una città che si è costruita sulla capacità di includere persone che arrivano da luoghi diversi e con usanze e religioni diverse».

Alla fine della preghiera, alcune centinaia di persone sono partite poi in corteo per ribadire il sostegno al popolo palestinese portando bandiere palestinesi e lanciando slogan contro Israele. È stato acceso qualche fumogeno. Durante il tragitto sono state bruciate appunto alcune foto di Giorgia Meloni e

pc 2 aprile - L’Unicef denuncia la ripresa della strage di bambini a Gaza


Con la ripresa dei bombardamenti a Gaza sono stati uccisi almeno altri 322 bambini e feriti 609. Con una media di più di dieci bambini al giorno negli ultimi dieci giorni
.

di Gianni Sartori

Mentre con la fine della tregua riprende la conta dei morti palestinesi nella striscia di Gaza (sia per i bombardamenti sull’enclave che per le operazioni terrestri) si ha quasi l’impressione che i 50mila precedenti (cifra presumibilmente per difetto) vengano “rimossi”, dimenticati.

Chi si è preso la briga di controllare i grafici ha potuto constatare come nei primi mesi la conta dei morti ammazzati fosse di centinaia al giorno. In seguito si osservava una flessione con impennate improvvise in coincidenza con attacchi particolarmente letali. In ogni caso non c’è stato giorno che non abbia registrato vittime (anche durante le due tregue del novembre 2023 e di quest’anno). Farebbe eccezione

pc 2 aprile - Ancora sul piano reazionario di stampo moderno nazional/fascista per la scuola del governo Meloni/Valditara

Un contributo utile

Il ministero dell’istruzione ha pubblicato le Nuove indicazioni per la scuola dell’infanzia e primo ciclo di istruzione 2025, che presentano le linee guida per le scuole materne, elementari e medie. Sin da ben prima della sua pubblicazione il documento ha attirato fiumi di analisi, commenti, editoriali e dichiarazioni, provenienti da intellettuali e giornalisti che hanno dato risalto a dettagli di poco conto, dando l’idea che nessuno abbia letto il documento per intero. Come tanti hanno scritto, le Nuove indicazioni avanzano un’idea di cultura tendenzialmente tradizionalista, eurocentrica e nazionalista. Lo fanno, tuttavia, non reintroducendo il latino curricolare o proponendo l’apprendimento di poesie a memoria, bensì riformando la visione disciplinare delle materie e il concetto stesso di insegnamento e studente. Noi de L’Indipendente abbiamo deciso di prenderci il tempo necessario per leggere integralmente il documento, per poter presentare nella maniera più corretta e completa possibile le modalità in cui il governo intende declinare la propria idea di scuola e formazione.

Le modifiche introdotte 
Introdotte per la prima volta nel 1999, le indicazioni per la scuola servono a orientare la didattica e organizzare i curricula degli istituti. Il documento di Valditara introduce diverse novità, in primo luogo nell’insegnamento della disciplina storica. Le Nuove indicazioni elencano la lista delle conoscenze obbligatorie attese dagli studenti di elementari e medie, fornendo un lungo catalogo di contenuti da

pc 2 aprile - Le celle container per i detenuti - "piano disumano" del governo dello stato di polizia e del moderno fascismo

Cosa sono le celle container per i detenuti volute dal governo Meloni, le opposizioni: “Piano disumano”
Il governo introduce moduli prefabbricati per affrontare il sovraffollamento nelle carceri, ma il progetto scatena critiche. Le opposizioni denunciano una misura disumana, inefficace e costosa, mentre il ministero della Giustizia la difende come una risposta rapida e necessaria.

Grandi sei metri per cinque, in calcestruzzo prefabbricato, pensati per ospitare fino a 24 detenuti per modulo. Sono le cosiddette celle container, la soluzione individuata dal Ministero della Giustizia che avrebbe l'obiettivo di affrontare il sovraffollamento delle carceri italiane. Un piano che prevede l'installazione di 16 moduli nei cortili di nove istituti penitenziari, ancora da individuare, per un totale di 384 nuovi posti. Un'operazione che avrà un costo di 32 milioni di euro, e che, affidata al Commissario

pc 2 aprile - L'inchiesta operaia è giusta e necessaria... ma quale conclusione e piano di azione se ne trae? E' e resta il problema dei comunisti e delle avanguardie proletarie

 da infoaut

Gli “operai del nuovo millennio”: racconti dalla piazza

Durante il corteo del 28 Marzo abbiamo raccolto i contributi di alcuni giovani lavoratori di Dumarey, ex General motors, un’azienda specializzata nella progettazione di sistemi di propulsione, che conta circa 700 dipendenti nello stabilimento torinese.

Riportiamo le testimonianze di due ingegneri e di un operaio che lavorano nel sito all’interno della “Cittadella Politecnica”.

Ciao chi siete e perché siete qui oggi? Qual è la situazione all’interno della vostra azienda?

F: Sono un operaio del settore Automotive, dipendente di Dumarey, sono qui oggi naturalmente per richiedere il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici e a sostenere le proposte avanzate dalla piattaforma unitaria che Federmeccanica si sta rifiutando assertivamente di accettare. Dentro la mia azienda c’è una bella novità, ovvero che la parte di ingegneria inizia finalmente a scioperare, si rendono conto che la nuova carne da macello, per quanto laureati, sono loro. Per quanto riguarda gli operai mi rendo conto che non tutti come me hanno la possibilità di scioperare perché chi deve mandare avanti una famiglia purtroppo non si può permettere nemmeno di perdere una giornata di lavoro, quindi sono qua anche per loro. Comunque l’adesione alle assemblee di preparazione, è stata discreta mentre per quanto riguarda lo sciopero è decisamente ben riuscito.

M: Siamo dei dipendenti di Dumarey Automotive, una multinazionale che produce software e motori. Siamo qui perché vogliamo far sentire la nostra voce anche alla nostra azienda riguardo il rinnovo del CCNL e all’esigenza di una riduzione dell’orario lavorativo. Il discorso dell’orario si connette all’ingresso dell’IA in un lavoro come il nostro, ci parlano sempre di più di bisogno di efficienza da parte dei lavoratori ma questo si traduce per noi in un carico di lavoro maggiore da portare a termine nello stesso tempo, ovvero 40 ore settimanali, arricchendo alla fine l’azionista dell’ azienda e portando il lavoratore a doversi occupare di 10 cose contemporaneamente, questo logora il lavoro del “nuovo operaio”, noi infatti siamo entrambi ingegneri.

A: La nostra azienda è un po’ particolare perché la maggior parte dei dipendenti sono ingegneri, quindi impiegati, per cui persone che in alcuni casi possono intendere la lotta con senso di colpa, come se uno sciopero fosse un problema. La cosa positiva è che l’asticella dell’arroganza del padrone si è spostata

pc 2 aprile - Palestina: L’ultimo capitolo del genocidio - La necessità di un salto nella solidarietà internazionale e nazionale

(Chris Hedges*) - Questo è l’ultimo capitolo del Genocidio. È l’ultima, sanguinosa spinta per cacciare i palestinesi da Gaza. Niente cibo. Niente medicine. Niente riparo. Niente acqua pulita. Niente elettricità. Israele sta rapidamente trasformando Gaza in un Girone dantesco di miseria umana dove i palestinesi vengono uccisi a centinaia e velocemente, di nuovo, a migliaia e decine di migliaia, o saranno costretti ad andarsene per non tornare mai più.

L’ultimo capitolo segna la fine delle bugie israeliane. La bugia della Soluzione dei “Due Stati”. La bugia che Israele rispetta le leggi di guerra che proteggono i civili. La bugia che Israele bombarda ospedali e scuole solo perché vengono usati come rifugi da Hamas.

La bugia che Hamas usa i civili come scudi umani, mentre Israele costringe sistematicamente i palestinesi prigionieri a entrare in tunnel ed edifici potenzialmente pieni di trappole prima delle truppe israeliane.

La bugia che Hamas o la Jihad Islamica Palestinese sono responsabili (l’accusa è spesso quella di lancio di razzi) della distruzione di ospedali, edifici delle Nazioni Unite o uccisione di massa di palestinesi. La bugia che gli aiuti umanitari a Gaza sono bloccati perché Hamas sta dirottando i camion o contrabbandando armi e materiale bellico.

La bugia che i bambini israeliani vengono decapitati o che i palestinesi hanno compiuto stupri di massa di donne israeliane. La bugia che il 75% delle decine di migliaia di persone uccise a Gaza erano “terroristi” di Hamas. La bugia che Hamas, poiché si presumeva stesse riarmando e reclutando nuovi combattenti, è responsabile della rottura dell’accordo di cessate il fuoco.

Il volto Genocida di Israele è a nudo.

Ha ordinato l’evacuazione della parte settentrionale di Gaza dove palestinesi disperati sono accampati

martedì 1 aprile 2025

pc 1 aprile - Roma - Protesta al Colosseo per il diritto all’abitare e contro l’approvazione del decreto sicurezza - info solidale

Giornata movimentata davanti al Colosseo. Oggi un nucleo di attivisti hanno occupato le balaustre del Parco Archeologico del Palatino, mentre altri attivisti del Movimento per il Diritto all’Abitare e di Cambiare Rotta hanno manifestato davanti al Colosseo contro il DDL Sicurezza e per il Diritto alla casa per tutti.

Siamo qui perché in queste ore è in corso la due giorni promossa dal Comune di Roma denominata “All we need is home”, nel corso della quale si parla di diritto all’abitare con soggetti europei”

Nella Capitale ormai, oltre agli sfratti che procedono quotidianamente mettendo in mezzo alla strada centinaia di persone, c’è una continua e incessante cessione di patrimonio pubblico ai palazzinari.

La questione giovanile è trascurata e quindi ciò che vogliamo dire con questa iniziativa eclatante nel cuore della città è che questa idea di Roma come un eventificio che deve attrarre gli investimenti di lusso è diventata incompatibile con la necessità di chi non può permettersi di vivere in questa città.

L’arrivo delle forze di polizia ha visto alcuni spintonamenti e qualche tafferuglio in mezzo a migliaia di turisti un po’ intimoriti e un po’ incuriositi da quello che stava accadendo davanti ai loro occhi davanti al Colosseo.

pc 1 aprile - Musk/Tesla - chi semina vento raccoglie tempesta...

Roma in fiamme: distrutte 16 auto.

Il rogo è divampato verso le 4.30 del mattino. Nelle scorse settimane episodi vandalici. Salvini: “Stop all’odio”. Piantedosi: “Si pensa a matrice anarchica antagonista”. Gualtieri: “Fatto di estrema gravità”

Sciolte, carbonizzate, sedici Tesla sono state distrutte dalle fiamme nella notte a Roma. E Elon Musk commenta sul suo X, l’ex Twitter: "Terrorismo". Così il tycoon americano, proprietario della casa automobilistica che produce le lussuose auto elettriche, ha reagito alla notizia postata sui social network da un utente.

Il rogo, forse di origine dolosa, ha illuminato la notte tra domenica e lunedì 1 marzo, attorno alle 4.30. Le macchine si sono squagliate sotto il fuoco che ha colpito anche una pensilina e la parte esterna di alcuni uffici del grande Tesla center, l’unico a Roma, che sorge tra casette a tre piani e capannoni alla

pc 1 aprile - A fianco degli operai della ditta ‘Madys’


La solidarietà è una potente arma:
 
pratichiamola!
 
 
La solidarietà è preziosa per tutti, da ogni punto di vista, di
 
fronte al fatto che lavoratori e lavoratrici subiscono
 
condizioni di lavoro sempre più difficili, precarie e insicure.
 
Insomma, una vita di stenti, precarietà e insicurezza,
 
anche quando il lavoro c’è.
 
Poi, da un giorno all’altro, con il licenziamento, ti dicono che
 
sei un esubero, che non servi più, che la fabbrica chiude, che
 
non possono pagarti.
 
Per 21 lavoratori Madys (azienda in appalto del cantiere
 
San Lorenzo, che non ricevono lo stipendio da due mesi) è
 
stato il titolare a chiedere le loro dimissioni per dichiarare il
 
fallimento. Quindi le varianti sfavorevoli, per operai,
 
lavoratori e lavoratrici, sono tante e di vario tipo.
 
Ma essere sfruttati e oppressi, sempre e comunque, è certo e
 
anche legittimo, perché per il padronato e lo Stato legittima è
 
la ricerca del massimo profitto: vero motore di questa
 
società. Per questo obiettivo, incessantemente perseguito,
 
tutto il mondo è attraversato costantemente da guerre, ogn
i
genere di calamità, fame, malattie e miseria per tantissimi a
 
fronte di enormi ricchezze per pochi.
 
La nostra forza, di lavoratori e lavoratrici, di sfruttati, di chi
 
è colpito dalla repressione, è la solidarietà: da esprimere e
 
dimostrare ai lavoratori Madys che hanno scioperato
 
venerdì 28 marzo (organizzati dal sindacato Usb) bloccando
 
le entrate del cantiere San Lorenzo e vogliono proseguire per
 
ottenere una soluzione positiva rispetto alla loro grave
 
situazione.
 
Anche questa esperienza sta insegnando che
 
l’unità fa la forza e la lotta può fare la differenza.
 
Invitiamo tutti e tutte, sindacati in primis, a sostenerli:
la solidarietà, se si dà, si può ricevere!
- Collettivo Mario Giannelli contro il DdL1660 e la repressione
 
Per contatti e informazioni: collettivomariogiannelli@gmail.com
 
Viareggio-Versilia, 31 marzo 2025 

pc 1 aprile - 2 avril 2025 : journée internationale pour la libération de Georges Abdallah

Temps est venu de vaincre! Arrachons la libération de Georges Abdallah!



Chers amis, chers camarades,

Alors qu’il y a quelques jours était commémoré le 49e anniversaire de la journée de la Terre, nous ferons, cette année encore, du 02 avril prochain une journée internationale pour la libération de Georges Abdallah.

Célébrer conjointement la journée de la Terre et l’exigence de la libération de Georges Abdallah, telle est notre évidence car indéniablement les deux sont intrinsèquement liés. Georges Abdallah et les Palestiniens entrés en résistance ne font qu’un pour une Palestine unie de la mer au Jourdain avec le droit juste et légitime au retour de tous les réfugiés. Georges Abdallah et les Palestiniens combattants ne font qu’un dans leur lutte acharnée, engagée de longues dates, sans jamais aucun reniement ni aucune

pc 1 aprile – I 130 miliardi non spesi del Pnrr e le balle spaziali della fascista Meloni e dei suoi ministri

 

Alla fascista Meloni sarebbe piaciuto forse che la notizia dei fondi non spesi fosse solo un pesce d’aprile, e invece si tratta di una tosta realtà che fa risaltare ancora una volta le balle spaziali che vengono sparse a piene mani da tutti i membri di questo governo.

I padroni, tramite i loro strumenti di propaganda, come il quotidiano la Repubblica, in questo caso si incaricano di rimproverare il loro governo che non riesce a spendere i soldi del Pnrr, con un articolo su Affari&Finanza di ieri, 31 marzo.

Non l’hanno presa bene i padroni, soprattutto perché (oltre ad incassare miliardi in incentivi vari) vogliono che il governo si occupi di sgravarli di altri costi importanti, e cioè quelli per le infrastrutture: strade e autostrade, porti, aeroporti, treni, navi, Alta velocità, Hydrogen valleys, reti, colonnine elettriche, fibra ottica... e tutto quello che serve ad agevolare la produzione e il commercio e cioè i loro profitti fatti a palate anche e sempre durante le crisi! E infatti, per il giornalista, le infrastrutture sono “le vere vittime di questa débâcle”.

Ma tutto il resoconto sulle spese per il Pnrr è un “fallimento annunciato”. Vediamo.

Dei 194 miliardi assegnati all’Italia, ne abbiamo spesi a fine 2024 solo 64. Significa che tra la metà

pc 1 aprile - Avvio della Formazione rivoluzionaria delle donne - Comunicato del Movimento femminista proletario rivoluzionario - Massima diffusione

proletari comunisti nel pubblicare il comunicato che segue, uscito oggi nel blog https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/

invita compagne e compagni, forze militanti, rivoluzionarie a seguire questa Formazione rivoluzionaria delle donne - di cui indicheremo di volta in volta il link per accedervi. E' una FR delle donne ma che riguarda tutti, proletari, operai con coscienza di classe, intellettuali, studenti, per comprendere e trasformare.

*****

 Da giovedì avvieremo su questo blog (femminismorivoluzionario) una formazione rivoluzionaria delle donne, a scadenza settimanale.

Pubblicheremo parti importanti di nostri opuscoli, dossier, così come interventi, contributi di comuniste/rivoluzionarie di altri paesi; testi tratti dalla nostra scienza del marxismo-leninismo-maoismo che trattano e danno un contributo, fondamento scientifico, teorico, ideologico alla condizione delle donne e al processo di liberazione/rivoluzione della maggioranza dell'umanità. 
Pubblicheremo anche interventi, commenti, riflessioni altre, che invitiamo a inviarci  
Con questa Formazione rivoluzionaria vogliamo che le donne, in particolare le donne proletarie, a cui è principalmente diretta questa formazione, elevino la loro conoscenza/coscienza di classe, femminista, rivoluzionaria, per combattere chi ci propugna teorie borghesi, che a volte si presentano anche sofisticate, ma che vogliono far credere che la condizione di oppressione, di subalternità delle donne sia solo da riformare in questo sistema sociale borghese di moderno medioevo, e non da combattere ribellandosi e lottando per rovesciare questo sistema. Altri ne fanno solo una questione di trasformazione di idee, tentando di impedire una prassi rivoluzionaria. 
Senza elaborazione teorica, anche se le donne lottano ogni giorno vengono guidate da teorie borghesi, piccolo borghesi che vogliono al massimo indorare le doppie catene.  
In questo senso chi ha più interesse alla teoria sono le donne! Perchè senza teoria non c'è rivoluzione, e senza rivoluzione non c'è liberazione

pc 1 aprile – Dalla “riconversione” delle fabbriche all’apertura delle miniere, i piani di guerra dei paesi imperialisti europei sono in pieno svolgimento

Questa rapida corsa alla preparazione alla guerra (e guerra è ormai la parola usata quotidianamente dai capi di stato e di governo, partiti e politicanti di ogni tipo), contribuisce a ristrutturare la produzione: si va dalla volontà di riconvertire, per esempio, le fabbriche di auto in fabbriche di armi, all’apertura o riapertura di miniere per quelle materie prime che vengono chiamate terre rare.

La Commissione europea, infatti, ha lanciato il 25 marzo il piano sulle terre rare, ma anche quest’ultima decisione, che per quanto riguarda l’Europa è stata chiarita dal commissario dell’Ue Séjourné in una intervista a la Repubblica, è urgente per “la nostra difesa e per produrre armi”. “Bisogna riaprire le miniere in Europa. Perché senza le terre rare «siamo troppo dipendenti da Paesi come la Cina» … perché solo così saremo «competitivi» sul mercato dell’auto e in quello delle batterie.” Tutta l’intervista, di fatto, è un intreccio di motivi legati alla concorrenza industriale mondiale e alla guerra.   

Il piano prevede 47 “progetti per arrivare ad un livello di estrazione del 10 per cento, di lavorazione al 40 per cento e di riciclaggio al 25 per entro il 2030. Con l’obiettivo di raggiungere un‘autonomia pari almeno al 65% del nostro fabbisogno complessivo. Tra le 47 iniziative, almeno quattro riguardano l’Italia: in Emilia-Romagna, Toscana (Rosignano), Lazio (Ceccano) e Sardegna (Portovesme).”

Al perché del giornalista le miniere siano così importanti, il commissario (guerrafondaio) risponde

lunedì 31 marzo 2025

pc 31 marzo - “Bombardate tutto”: l’inchiesta che inchioda Netanyahu

Nei primi giorni dell’”Operazione Spade di Ferro”, iniziata il 7 ottobre 2023 in risposta all’attacco di Hamas, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato al capo delle forze armate israeliane di colpire migliaia di obiettivi senza informazioni di intelligence, inclusi edifici residenziali. A svelarlo è un’inchiesta del giornalista Nahum Barnea per Ynet, versione online di Yedioth Ahronoth, uno dei principali quotidiani in lingua ebraica di Israele. Secondo quanto raccontato dal giornale israeliano, durante una riunione del 9 ottobre 2023 l’ex capo di stato maggiore dell’IDF, Herzi Halevi, ha riferito a Netanyahu che l’esercito stava già bombardando 1.500 obiettivi al giorno.

A quel punto, secondo tale ricostruzione, Bibi, battendo il pugno sul tavolo, avrebbe replicato al “suo generale”: “Perché non 5.000?”. Quando gli è stato riferito che l’IDF non disponeva dell’intelligence necessaria per un numero così elevato di attacchi, Netanyahu ha risposto: “Non mi interessano gli obiettivi. Buttate giù case, bombardate con tutto quello che avete”.

L’inchiesta che inchioda il premier israeliano

L’inchiesta esclusiva di Ynet arriva dopo che la rivista 972 Magazine ha rivelato che l’IDF utilizzava un programma di intelligenza artificiale chiamato Lavender per classificare i palestinesi come membri di Hamas. Questo sistema aumentava il numero di obiettivi generati, con una fonte che spiegava come i risultati dell’AI venissero trattati “come se fossero una decisione umana”. In totale, 37.000 palestinesi sono finiti nella lista di obiettivi di Lavender, molti dei quali uccisi nelle loro case insieme a decine di familiari.

Le fonti hanno raccontato di aver modificato i parametri del programma per aggiungere ulteriori nomi alla lista. “Un giorno, di mia iniziativa, ho aggiunto circa 1.200 nuovi obiettivi al sistema di tracciamento, perché il numero di attacchi era diminuito”, ha dichiarato una fonte. “Mi sembrava sensato. Col senno di poi, sembra una decisione grave, presa senza l’approvazione dei livelli superiori”.

Pronta una nuova invasione di Gaza

pc 31 marzo - Guerra imperialista - riarmo dell'Europa - il putrido nero governo Meloni - La responsabilità di noi operai - Un intervento di un compagno operaio dell'ex Ilva


Può sembrare una follia, ma sappiamo benissimo che la marcia inarrestabile verso una nuova devastante guerra
vede per questa Europa reazionaria come necessario passo per uscire da questo impasse un nuovo riarmo volto ad essere parte determinante di un ennesimo conflitto con lo scopo di rapina dei territori e delle risorse dei Paesi non allineati alle politiche predatorie di questo Occidente ipocrita, oramai nel pieno della sua fase calante.

L’apparente pace che si prospetta avvenire nel teatro di guerra ucraino non è altro che l’accordo tra due banditi (Trump e Putin) per una equa spartizione delle proprietà del popolo ucraino; arrivati entrambi a dettare le condizioni di vita di enormi masse di popolazioni grazie all’appoggio ricevuto negli scorsi decenni dalle più grosse famiglie mafiose dei rispettivi Paesi. Questa inedita alleanza stabilitasi tra queste due enormi potenze ha preso in contropiede i governi di questo vecchio ed ammuffito continente, dove da un giorno all’altro si è ritrovato a fare i conti con i reali interessi di rapina della più grande potenza mondiale, che mostra chiaramente (e finalmente diremmo noi) il suo vero volto di rapace predatore, dove ha messo nero su bianco che a difendere i suoi privati interessi deve essere un intero continente che dal termine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi non ha fatto altro che servirlo come un cane pastore serve il suo padrone.

Questa difesa adesso deve avvenire a spese dei cittadini, di noi cittadini, che ci ritroviamo di nostro già a fare i conti con un caro vita ed una privatizzazione della pubblica amministrazione che non ha eguali nel corso della Storia ed ha prosciugato da tempo tutti i risparmi delle famiglie meno abbienti.

Questo riarmo, come si diceva più su, potrebbe sembrare folle, ma è evidente come sia l’unica strada che l’economia stagnante (che non vuol dire impoverita, ma con una crescita inferiore alle aspettative) che questo Occidente in declino ha è quella di distruggere tutto, anche le vite degli esseri umani, e ripartire in seguito a folle velocità per recuperare nel più breve tempo possibile i capitali distrutti. La